Psicologia e Internet

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Psicologia e Internet. La psicologia nella rete: una nuova interazione.

Psicologia e Internet. In questa rubrica cercheremo di raccogliere notizie e materiali di volta in volta catturati dalla Grande Rete, in tema di Psicologia e Psicoterapia.

La Psicologia ha un antico rapporto con Internet e le Scienze dell’Informazione: gli attuali computer, prima ancora di esistere materialmente, sono stati a lungo sognati da filosofi, cabalisti, letterati, psicologi.
Mi sembra importante ricordarlo: i computer sono esistiti ‘nella mente’ molto tempo prima di diventare circuiti elettronici con un cuore – per ora – di silicio. Forse per questo li immaginiamo talvolta simili a noi, come Golem, creature quasi-umane, in grado di dialogare tra loro e di facilitare la comunicazione tra di noi.
Negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, si è molto parlato di Intelligenza Artificiale. Gli psicologi che intensamente hanno collaborato con filosofi, matematici e ingengneri si sono concentrati sulle caratteristiche cognitive, relative alla memoria, al linguaggio, all’apprendimento, dei Grandi Fratelli in costruzione. Negli Stati Uniti, in Giappone – ma anche in Olanda, Francia, Inghilterra e Italia- Internet è stato fin da quei tempi un potente strumento di comunicazione e scambio rapido di informazioni.

Un esempio per tutti di quella composita comunità: il gruppo di lavoro di Palo Alto, in California, che faceva capo a Gregory Bateson. L’origine prima della cosiddetta Teoria dei Sistemi o della Pragmatica della Comunicazione, con vaste applicazioni in campo Psicoterapeutico.

Non è dunque strano che il legame tra Psicologia e internet, soprattutto negli Stati Uniti, sia numerosa e si sia rivelata fondamentale per gli sviluppi che Internet ha avuto dagli anni ’50 ad oggi: concettualmente, e nel vasto campo delle’Educazione e della Psicoterapia.

L’avvento di Internet ha fornito, così come già in passato l’avvento del computer, un nuovo modello per lo studio delle interazioni umane: chat e programmi capaci di realizzare mondi virtuali dapprima solo testuali (i MOO), poi grafici, bi e tri-dimensionali, sono stati alla base di sperimentazioni e riflessioni sulle Teorie dei Giochi e sulle relazioni di gruppo fra persone collegate in rete -attori, protagonisti o coro, di drammi e psicodrammi in tempo reale.

In Italia nascono in questi mesi Le Pagine Blu che aggiungono forse una marcia in più al contributo che Psicologi e Psicoterapeuti possono dare alla Rete (e riceverne, interattivamente).

Rispetto agli Stati Uniti, in Europa sono nati e si sono sviluppati per più di un secolo movimenti di psicologi e di psicoanalisti con una visione dell’uomo a me pare più complessa, completa, e orientata all’individuo, alla sua personalità affettiva e insieme auto-conoscitiva, alla “persona”.

In questo senso la Rete rappresenta un enigma, una proposta, una sfida all’indagine dei rapporti persona-persona in contesti diversi da quelli abituali dei setting terapeutici.

La “nuova interazione” tra la Psicologia e Internet per ora si è basata su messaggi di posta elettronica e chat “solo testo”  -dotate se si vuole di audio e video. Ma alle porte, in un futuro assai prossimo, incalzano nuovi e più sofisticati strumenti, apparati “intelligenti”, strane macchine-caleidoscopio in grado di stimolare libere associazioni, fantasie e sogni, identificazioni e scambi di ruolo.

Ne vedremo delle belle, si spera, ed il Giornale di Psicologia e Psicoterapia in Rete vorrà esserci per registare e promuovere tutto ciò che in Rete non solo nuota o naviga, ma si muove in superficie oppure si occulta apparentemente sommerso.

Dott. Danilo Curci

 

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