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Notizie di Psicologia 3 giugno 2016

Notizie di Psicologia 3 giugno 2016 Laboratorio Immaginazione Attiva

Notizie di Psicologia 3 giugno 2016

 

Notizie di Psicologia 3 giugno 2016. Laboratorio Immaginazione Attiva

 

Laboratorio di pratica di immaginazione attiva ed esperienze espressive integrate

Nell’ambito delle attività culturali, di ricerca, cura e formazione di Kárabos – Laboratorio itinerante

Il Laboratorio Immaginazione Attiva è a cura di Daniela Bucelli

Ho costituito questo “Laboratorio Immaginazione Attiva” per introdurre ciascun partecipante, in modo facilitato ma analitico, all’immaginazione attiva .

Marie Louise Von Franz ( Marie Louise Von Franz,in “Rivista di psicologia analitica”, n 17 /1978, Marsilio Editore.), scrive che la tecnica dell’Immaginazione attiva reale è un metodo specifico che si distingue da altre tecniche e forme immaginative. In base alle sue esperienze dirette con C.G: Jung, M.L. Von Franz osserva che l’“Imaginatio phantastica” è in contrasto con ’Imaginatio vera” (Ibidem, p.76), è possibile descrivere il processo di immaginazione attiva in quattro fasi; le prime due, l’attività onirica, la réverie e i sogni, rientrano ancora in un processo fantastico passivo (fantasie passive), un atteggiamento ricettivo attraverso il quale è possibile accogliere il mondo delle immagini interne, così come esso si presenta, con una sorta di neutralità e molta dose di onestà; quindi usare un confronto reale con le immagini dell’inconscio.

L’atteggiamento etico è un punto saliente della fase attiva della imaginatio, pertanto l’Io che immagina è un Io “reale” e si confronta attraverso azioni immaginative, proprio come le compierebbe anche nella realtà, entrando in relazione e in dialogo con il corpo attraverso vari medium materiali,scrive Humbert:

 

“dire qualcosa a qualcuno è già augurabile, ma la cosa migliore è cercare una forma in cui la materia e il corpo siano implicati “ (E.Humbert, I tre verbi dell’immaginazione attiva, in “Rivista di psicologia analitica”, n 17 /1978, Marsilio Editore, p.94.).

 

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Notizie di Psicologia 3 giugno 2016. Training Schema Therapy bambini e adolescenti

 

Notizie di Psicologia 3 giugno 2016 Training Schema TherapyTraining Schema Therapy per bambini e adolescenti

Il Training Schema Therapy bambini e adolescenti è organizzato a Firenze dall’Istituto di Scienze Cognitive e Società Italiana di Schema Therapy, in collaborazione con l’Associazione Il Lumicino.

Ottobre 2016 – Aprile 2017

La Schema therapy (ST) elaborata da Jeffrey Young è un perfezionamento e sviluppo della Terapia cognitivo-comportamentale (TCC); in modo particolare, essa integra le emozioni ma anche aspetti legati allo sviluppo, centrali nelle sue considerazioni diagnostiche e terapeutiche. Oltre a ciò, la ST si basa su un modello di schemi, mode e bisogni primari e del “destino” che essi hanno nel corso dell’esistenza. Di conseguenza, sembra che la ST – quale variante tecnica e strategica della TCC – sia anche e specialmente adatta per produrre concetti diagnostici, terapeutici e che dirigano l’azione, nell’ambito della psicoterapia pediatrica e degli adolescenti.

Il seminario (WS) sul “Programma per bambini” consta di quattro moduli (WS 1-4; per un totale di dieci giorni1), in cui vengono delineati, nell’ordine: modello concettuale della Schema therapy (schemi, mode, strategie di coping); teoria sottostante (bisogni di base di primaria importanza nell’ambito dei compiti dello sviluppo); mezzi diagnostici (per es., metodi proiettivi, questionari); requisiti per l’atteggiamento terapeutico (per es., concetti di “limited reparenting” e “confronto empatico”); si mettono in campo fattori temperamentali e della personalità in infanzia e adolescenza.

Il nucleo della serie di seminari è comunque costituito dalle unità di training e pratica, le quali abbracciano le strategie di ST che si sono dimostrate efficaci nella Terapia cognitivo-comportamentale applicata a bambini e adolescenti.

Un altro elemento centrale è l’insegnamento di interventi avanzati e approfonditi da attuare con i genitori in termini di “Schema coaching” o “Schema therapy sistemica”, in cui si ritrovano i processi transazionali specifici di schemi o mode tra genitori e figli e che chiariscono i processi di rafforzamento reciproco tra gli schemi maladattivi di genitori e figli.

 

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