Angelo Porro Via Rutschi Alfredo, 22, 22066 Mariano Comense CO, Italia
Pubblicato il 17 maggio 2016 / 271
Angelo Porro
Tipo Annuncio : Psicoterapeuti
Tipo di Psicoterapia : Psicoanalisi
Telefono : 335.6876923
Orari d’Apertura
  • Lunedì :09:00-19:00
  • Martedì :09:00-19:00
  • Mercoledì :09:00-19:00
  • Giovedì :09:00-19:00
  • Venerdì :09:00-19:00
  • Sabato :Chiuso
  • Domenica :Chiuso

DOTT. ANGELO PORRO

Dott. Angelo Porro – Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista Mariano Comense (Como)
Iscrizione Albo Psicologi Lombardia N° 03/1466 del nd.nd.90

EL11

 

FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONE PROFESSIONALE

 

:: Il Dr. Angelo Porro si è laureato in psicologia presso l’università degli studi di Padova.

:: Ha una formazione psicoanalitica Freudiana – Lacaniana (psicoanalisi personale, durata di 6 anni, tre volte alla settimana e successive supervisioni didattiche) con frequentazione decennale scuola di psicoanalisi di Milano.

:: Inoltre ha frequentato il corso quadriennale di specializzazione in pratica e teoria sistemica, di Milano ospedale di Niguarda (specializzazione nel trattamento delle dinamiche relazionale di coppia e famigliari).

:: Nella sua formazione ha avuto modo di conoscere diverse realtà cliniche avendo svolto il proprio tirocinio e lavorato nei Centri psicosociali per il trattamento dei disturbi psichici, zona di Como, e in diverse comunità residenziali per tossicodipendenti, zona di Como e Milano.

:: Da circa 17 anni svolge l’attività di psicoanalista – psicoterapeuta nei propri studi di Como e Mariano Comense e inoltre collabora come volontario con associazioni ONLUS zona di Como e di Cesano Maderno (insegnamento di psicologia generale e di teoria psicoanalitica, supervisione e formazione di operatori addetti al volontariato).

 

AMBITO CLINICO

 

Il Dr. Angelo Porro effettua le seguenti prestazioni:

1 VALUTAZIONE CLINICA AI FINI DEL TRATTAMENTO

2 PSICOTERAPIA INDIVIDUALE AD INDIRIZZO PSICOANALITICO

  • disturbi dell’umore: disturbi depressivi e bipolari;
  • disturbi d’ansia: attacchi di panico, ansia generalizzata, fobie, disturbi ossessivi – compulsivi;
  • dipendenze: da gioco, da sostanze, da alcool;
  • disfunzioni alimentari: eccessi, inappetenza.

3 COLLOQUI DI SOSTEGNO INDIVIDUALI E/O DI COPPIA

  • separazione e divorzio: sostegno e consulenza rispetto separazione e accordi sull’esercizio delle funzioni genitoriali;
  • difficoltà nella relazione affettivo – sex: anaffettività, difficoltà sex, inconciliabilità, eccessi di gelosia
  • somatizzazioni non riportabili a cause fisiche: mal di testa, dolori nei rapporti sex e simili;
  • difficoltà nel contesto lavorativo: caduta di autostima, difficoltà / ansia nella relazione con i colleghi di lavoro;
  • difficoltà nell’esercizio delle funzioni educative – genitoriali, problematiche scolastiche relazionali.

4 ATTIVITA DI GRUPPO CON SIMULAZIONE DI SITUAZIONI RELAZIONALI PER IL RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITA’ RELAZIONALI

  • osservazioni e riflessioni sulle modalità relazionali per il miglioramento delle competenze relazionali

 

QUANDO E PERCHE’ LA PSICOTERAPIA?

 

Ad ognuno nella vita è capitato di provare quello stato di malessere che comunemente si denota col termine di ansia. Ossia di provare uno stato di malessere in cui accusiamo affanno respiratorio, battito cardiaco accelerato, sudorazione eccessiva, tremori incontrollabili, bisogno di muoverci senza motivo.Si tratta di un malessere fisico mediante il quale il nostro corpo segnala alla nostra coscienza che c’è qualcosa che non va nella nostra vita, qualcosa che riferiamo frequentemente al nostro interlocutore (partner, collega di lavoro, amico) ma che, nei casi “fortunati”, scopriamo essere causato da nostre modalità di relazione per cui ci impegniamo a modificarci. A volte detta situazione di ansia si protrae per un po’e a poco a poco cessa e riprendiamo il corso normale della nostra vita. Significa che abbiamo trovato una soluzione alle nostra crisi, alle nostre difficoltà relazionali. Altre volte invece giungono alla nostra coscienza altri segnali, oltre all’ansia persistente, che in gergo clinico sono definiti SINTOMI psichici.

I SINTOMI sono pensieri o comportamenti per mezzo dei quali la nostra organizzazione mentale cerca di contenere l’ansia (denominata in terminologia clinica, più propriamente angoscia, essendo l’ansia o spavento più propriamente lo stato di paura che proviamo in situazioni di reale pericolo) che altrimenti ci renderebbe insopportabile la vita, disturbandoci durante il giorno, impedendoci il sonno ristoratore, stancandoci ed esasperandoci (stato, comunemente detto di “esaurimento nervoso”).

Quando però i sintomi non bastano a contenere l’angoscia, la nostra organizzazione psichica (insieme del pensiero e dell’emotività) ci induce a rinunciare alla vita attiva, ci induce all’inattività, al “riposo eterno” per evitare stimoli ambientali e emozioni disturbanti. “Cadiamo” in quello stato che denominiamo di apatia, di disinteresse per ogni attività e relazione, bisogno di isolamento, di solitudine, di oscurità, di silenzio. Siamo disorientati, ci assentiamo dalla vita, non abbiamo più motivi per continuare a vivere, ad interessarci ad alcunché o ad alcuno, ogni impegno ci risulta impossibile da affrontare. Siamo in uno stato umorale in cui ci sentiamo come un naufrago disperso in un mare burrascoso, senza più speranza di poter raggiungere la terra ferma. Siamo caduti in quello stato che nel gergo clinico viene definito di DEPRESSIONE UMORALE. Lo stato psichico peggiore in cui una persona può venirsi a trovare, uno stato in cui prevale il bisogno assoluto dell’auto annullamento, della scomparsa dalla vita, dal mondo.

L’ansia e il sintomo sono la reazione della nostra organizzazione psichica per evitare una situazione perturbante il nostro abituale equilibrio, una situazione che potremmo definire critica. L’ansia e il sintomo sono la nostra reazione per ripristinare il nostro equilibrio, il nostro consueto stato di benessere, di tranquillità, di vitalità. La tipologia di sintomo che ognuno di noi sviluppa nel corso di situazioni esistenziali critiche, come ha dimostrato la pratica analitica, dipende dal suo passato, dalla sua storia, dalle sue esperienze affettive e intellettive, specie dalle esperienze relazionali della primissima infanzia, con i genitori, gli amici di infanzia, le persone autorevoli che ha incontrato. Si tratta di esperienze che da bambino il soggetto non è riuscito a trasformare in contenuti mentali intellettivi e in sentimenti, sono rimasti emozioni senza pensiero, ossia angosce che abbiamo perciò dimenticato o meglio rimosse dalla coscienza ma che riemergono alla coscienza in forma di angoscia a fronte di situazioni critiche simili a quelle vissute nell’infanzia (a tutti sono notte le fobie per i buio per gli animali innocui dei bambini).

La depressione insorge quando la nostra reazione, che potremmo definire difensiva, non è riuscita a ripristinare il nostro consueto stato di tranquillità, meglio, il nostro stato è diventato la perdita di vitalità, l’annullamento e il desiderio di scomparire dal mondo. Quando la sintomatologia di evitamento dell’angoscia fallisce e l’angoscia diventa persistente, allora insorge la necessità di una psicoterapia, generalmente in forma di richiesta medica di sedazione dell’ansia (e qui sta la competenza del medico nell’inviare il soggetto dallo psicoterapeuta oltre che somministrare il sedativo che comunque creerà una dipendenza di assunzione coatta, in particolare, in caso di sintomatologia depressiva dove la componente inconscia è predominate per cui il soggetto non ne avverte nemmeno la necessità essendo anche scomparso il sintomo ansioso). Più raramente il bisogno di sedazione dell’ansia si presenta come richiesta di psicoterapia per affrontare il sintomo fobico, ossessivo, relazionale etc., e ciò perché dipende dal grado di organizzazione psichica del soggetto.

Più il soggetto avrà un elevato grado di organizzazione psichica e più il soggetto è preda del bisogno di saperne per affrontare il sintomo, l’ansia, la difficoltà relazionale. Ossia più il soggetto è attrezzato psichicamente e più coscientemente sentirà il bisogno di psicoterapia, ossia di saperne sul proprio sintomo e più generalmente sulla propria persona.

Più precisamente, nell’orientamento psicoterapeutico psicoanalitico, di saperne sulle rimozioni, ossia sulle componenti inconsce all’origine della sintomatologia stessa (specie della sintomatologia depressiva), ed è questa una specificità della pratica psicoanalitica non contemplando nemmeno il concetto di inconscio le altre psicoterapie, tipo comportamentismo, cognitivismo, sistemico relazionale.

Affrontare una psicoterapia – psicoanalitica, significa ricominciare, significa mettere mano al proprio percorso esistenziale e ad aspetti di Sé che altrimenti non avrebbero modo di essere presi in considerazione.

È un percorso (che richiede un tempo specifico determinato dalle caratteristiche del soggetto) che si affronta nel corso dello sviluppo di una relazione (denominata transferale ove il soggetto rivive fasi della propria infanzia e vita relazionale in genere), la relazione con lo psicoterapeuta, che accompagna la persona a cercare le spinte inconsce, comprendere ed elaborare gli aspetti di Sé che sente essere di ostacolo nella vita di tutti i giorni. Il fine della psicoterapia è ampliare la consapevolezza di Sé, del proprio funzionamento nelle relazioni. Lo scopo primario è ridurre l’ansia, contenerla nei limiti sopportabili, e potenziare le proprie capacità intellettive-emotive affinché la persona possa ridare slancio e significato alla propria vita e trovare la propria strada esistenziale.

Il Dr. Angelo Porro riceve presso Como città e Mirano Comense (CO).

 

Non ci sono promozioni in atto.

Attualmente non sono previsti eventi.

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