Disturbi alimentari

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Soffro di disturbi alimentari

D Gentile Dottore,
Soffro di disturbi alimentari. Ho letto di Lei navigando attraverso i siti che riguardano la Psicologia on line. Mi rivolgo a Lei perchè fin da piccola la mia alimentazione è stata irregolare e desiero avere indicazioni di carattere generale perché immagino che ogni caso comunque debba essere valutato personalmente per poter esprimere una diagnosi approfondita. Le espongo le mie problematiche, se riterrà di poter darmi delle indicazioni di massa Le sarei davvero grata. Fin dall’età di 4 anni la mia alimentazione è stata irregolare, ovvero ho smesso, con capricci o con veri e propri rifiuti (anche di fronte a imposizioni della serie “o mangi questo o nient’altro”), di mangiare molti alimenti. Ovvero carne, primi, formaggi, salumi, verdure, pesce… Mi sono “cibata”, durante l’età scolare, di pochi alimenti e in maniera ossessiva, ovvero per un periodo lungo mangiavo in maniera rilevante un alimento rispetto ad altri (periodi di formaggini,bastoncini di pesce,tazze di caffelatte..); alimenti di cui poi non mi sono più cibata. Ora la mia alimentazione si compone di una stretta cerchia di alimenti che mangio alcuni in maniera ossessiva (patatine fritte – vera ossessione, pizza e cioccolata) ed altri saltuariamente (es.:pane, carciofi, sogliola)… E sono davvero pochi gli alimenti su cui posso contare. La mia preoccupazione è che gli alimenti che mangio in grandi quantità (anche quando non ho fame) diventano per me un incubo… non riesco a trovare un equilibrio per cui ne compro in quantità pazzesche per poi mangiarla tutta. Gli altri alimenti li mangio per interrompere questo sovradosaggio degli altri o perché mi vengono messi sotto il naso.

Ho cercato di scavare a fondo dentro me per capire la causa di questi disturbi alimentari e di questa ossessione per alcuni cibi ed ho, penso, capito l’origine. Ed è il rapporto con mia madre. Ho cercato di colpire lei, brava cuoca, quando a 4 anni è nato mio fratello ed è stato ovviamente ricoperto di attenzioni che mi hanno fatta sentire “esclusa” e “ferita”: mangio tutto ciò che che non deve cuocere lei. L’ossessione per quei pochi alimenti credo sia legata alla soddisfazione che gli stessi mi danno nel mangiarli e soprattutto perché sono legati a ricordi belli… e perché il mangiarli tutti mi ricorda quando, in punizione perché non mangiavo tutto, di nascosto riuscivo a mangiare quello che volevo e come sorta di rivincita, mangiavo tutto per dimostrare che potevo fare quello che volevo. Ma le conseguenze peggiori sono nate dopo… credo di avere sofferto e di soffrire a momenti alterni di stati di anoressia/bulimia. L’ossessione per certi alimenti mi impedisce di controllare la situazione del peso… Fortunatamente non sono sottopeso e credo che queste due patologie siano subentrate per “mantenere il peso” più che per dimagrire. Ora però ho un disordine anche per quanto riguarda il sonno. E’ un sonno disordinato,fatto di sempre meno ore, con un sovrarecupero il fine settimana. E il peggio è che non sono stanca alla fine…o così sembra. Le ore diventano sempre meno…e ciò mi preoccupa (ho crolli solamente in situazioni noiose).
Cosa posso fare? I disturbi alimentari possono essere legati in qualche modo a quelli del sonno?
La ringrazio per l’attenzione.
Distinti saluti.

Federica R.

Risposta alla domanda: Disturbi alimentari

R Gentile Federica R.,
ha mai riflettuto sul fatto che i nostri difetti e le nostre qualità giacciono su una stessa linea e sono il prolungamento l’uno dell’altro? Chi può dire qual è l’esatto punto di confine tra l’essere ostinati e capricciosi e l’essere volitivi e coerenti; o l’essere insonni e l’essere curiosi, vitali, instancabili nella ricerca di nuovi approdi?

Basta poco, a volte, per prolungare una linea che sembra mostrare solo i propri limiti e i propri difetti per scoprire le proprie virtù. Lei è una persona intelligente e, come dice, ha cercato di “scavare a fondo dentro di sé “, riuscendo a cogliere con molta lucidità momenti probabilmente difficili della sua infanzia e del rapporto con sua madre. Ritiene davvero necessario passare la sua vita continuando a identificarsi nella bambina “ferita” ed “esclusa”, o le sembra attraente l’idea di diventare una donna volitiva, capace di scegliere, sveglia di giorno e, se necessario, sveglia ed emozionata anche di notte? Se mi ha scritto vuol dire che, al di là del malessere di oggi, lei intuisce e auspica per sé stessa nuovi orizzonti, nuove possibilità vitali, una vita nuova, piena e soddisfacente. Non lasci inascoltato questo suo desiderio. Lei ha fatto e pensato molto, ma non tutto si può fare da soli.

Si rivolga ad uno psicoterapeuta di sua fiducia, dotato di buon senso e umanità. Sarà per lei una guida, un maestro, un amico, la porta di ingresso ad un nuovo mondo.

Dr. Adriano Legacci

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