Che cos’è il sogno: un’esperienza intrisa di mistero

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Che cos’è il sogno?

Vi è mai capitato di svegliarvi una mattina e sentire addosso una strana sensazione?
Quella sensazione di aver fatto parte di un’altra realtà, o più semplicemente di quello che viene comunemente chiamato “un sogno”?

La risposta è piuttosto scontata, tutti noi infatti possono di affermare di aver sognato.

Ma che cos’è il sogno?

 

Che cos’è il sogno: risposta ad alcune domande

In molti se lo sono chiesti e se lo chiedono ancora.
E sono ancora molti coloro che negli anni ne sono stati affascinati.

Che cos’è il sogno?

Gli antichi Greci, per esempio, direbbero che per loro il sogno rappresenta un momento privilegiato, un momento di comunicazione fra l’uomo e gli dei.

Per molti di noi invece il sogno, ancora oggi, rappresenta un’incognita, quell’enorme punto di domanda che sappiamo contenere immagini, pensieri, emozioni, create e vissute durante il sonno.

Ma forse, per l’appunto, è solo questo ciò sappiamo.
Eppure c’è tanto da chiedersi e tanto da sapere.

 

Che cos’è il sogno. Quanto e quando si sogna

Quanto può durare un sogno?

Alcune ricerche recenti sembrerebbero aver dimostrato che una persona possa riuscire a sognare mediamente 2 ore a notte e che la durata di un sogno possa variare dai 5 ai 25 minuti.

Ma in quale fase del sonno possiamo sognare?

In passato si riteneva che si potesse sognare solo nella fase REM del sonno, definita appunto “fase dei sogni”, un momento questo molto delicato in cui il controllo del nostro corpo viene abbandonato, attraversando quasi uno stato di paralisi muscolare, nonostante il nostro cervello rimanga molto attivo.

Studi recenti però hanno dimostrato come, in realtà, sia possibile sognare anche nella fase non-REM, caratterizzata da 4 stadi, durante i quali il sonno si fa via via sempre più profondo.

 

Ma i sogni riguardano tutti?

Ma sogniamo proprio tutti?

Prima di rispondere a questo interrogativo occorre precisare che i sogni compiuti in fase REM, come fu anche ipotizzato nel 1953, sembrerebbero essere quelli ricordati con maggior facilità.
Furono infatti gli studiosi “E. Aserinsky e N. Kleitman”, considerati i fondatori della moderna ricerca sul sonno, a scoprire che nell’80% dei casi i soggetti svegliati durante la fase REM ricordassero un sogno.

Da questa e da altre ricerche recenti deriva conclusione che tutti sogniamo, e che coloro che dicono di non sognare in realtà sognano, solo che non lo ricordano, poiché svegliati in corso di una fase non-REM del sonno.

Perché sogniamo?

Sogniamo tutti dunque, e tutti conosciamo le mille sfaccettature del “sogno”.
Il sogno può essere nitido o meno, chiaro o confuso.
Può rappresentare un momento spaventoso o bellissimo.
Può lasciarci l’amaro in bocca al risveglio o un senso di pace.

Ma perché sogniamo?
Cosa sappiamo in merito?
Abbiamo delle risposte?

Si e no.

Alcuni ricercatori suggeriscono che sognare non serva a nulla, se non come funzione biologica.
Altri asseriscono come i sogni in realtà siano il risultato del lavoro del nostro cervello che tenta di interpretare gli stimoli esterni durante il sonno.
Altri ancora credono che il sogno abbia un fondamentale compito, ovvero quello di liberare la mente dal suo disordine.

Ancora oggi, purtroppo, le ricerche non hanno dato delle risposte univoche.

 

Che cos’è il sogno. La teoria psicoanalitica di Freud

Ci si continua a chiedere: “Perché si sogna?”.
Un unico interrogativo accompagnato da molte risposte, poiché le teorie proposte negli anni sono tante e in nessuna vi è un pieno accordo.

In ambito psicoanalitico il cardine inamovibile intorno al quale ruota l’interpretazione del mondo onirico è “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud.

 

Secondo la teoria dei sogni di Sigmund Freud, i sogni  altro non sono che una rappresentazione dei propri desideri inconsci.

 

Rappresentazione di quegli istinti aggressivi e sessuali, di quei desideri proibiti, denominati in termini psicoanalitici “contenuti latenti” che, repressi e censurati dalla consapevolezza cosciente -poiché ritenuti inaccettabili- trovano libera espressione nei sogni.

Più specificatamente, secondo tale teoria, i sogni messi in scena sotto forma di simboli (persone, animali, oggetti) o più precisamente di “contenuti manifesti”, rappresentano un messaggio inviatoci dal nostro inconscio.

 

Secondo tale modello d’interpretazione, dunque, il contenuto latente risulta essere il vero significato del sogno, reso accessibile attraverso la mediazione del contenuto manifesto.

 

Nella prospettiva psicoanalitica, dunque,  gli elementi che compaiono nei nostri sogni non sono realmente ciò che appaiono: rappresentano e simbolizzano invece altre persone, oggetti, luoghi o tempi.

Secondo quanto detto si evince come, affinché si possa ben interpretare un sogno, sia necessario che il sognatore fornisca allo psicoanalista – tramite il processo delle libere associazioni- le informazioni-chiave per riuscire a “leggere” correttamente il suo contenuto latente.

 

Riferimenti:

• Bucci W. (1993). Una teoria del codice multiplo della formazione dei simboli, dello sviluppo emotivo, nelle libere associazioni e nei sogni. Prospettive psicoanalitiche nel lavoro istituzionale, 11, 2: 157-172.
• Freud S. (1899 [1900]). L’interpretazione dei sogni. Opere, 3. Torino: Boringhieri, 1966.
• Innes B. (2010). Interpretare i sogni e capire il loro significato, Giunti.

 

 

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