Notti in bianco… Appunti sull’insonnia

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Notti in bianco… Appunti sull’insonnia

Il sonno è un tema molto caro all’essere umano, che da sempre ha tentato, attraverso la letteratura e l’arte, di comprenderne i misteri. Oggi grazie alle conoscenze scientifiche possiamo beneficiare di descrizioni approfondite del fenomeno che, nella nostra esistenza, riveste un ruolo centrale: basti pensare che passiamo dormendo circa un terzo della nostra vita.

 

Appunti sull’insonnia. Importanza del sonno

Il sonno è potente: possiamo procrastinare il momento, ma prima o poi dobbiamo cedere al bisogno di dormire: una prolungata deprivazione di sonno è devastante per un corretto funzionamento, almeno temporaneamente; in alcuni animali (comunque non per l’uomo) può persino causare la morte (Bear et al., 2007). Si può pertanto affermare che il sonno sia fondamentale per la sopravvivenza… ma perché? Gli studiosi non sono giunto a conclusioni univoche: banalmente, sembra che dormire sia indispensabile per l’attività del nostro cervello, cioè dormiamo per riposare e ristabilirci (ibid., 2007).

Addormentarsi è perciò è una di quelle attività che la maggior parte degli esseri umani mette in atto senza soffermarsi troppo a riflettere, perché viene vissuto come un processo del tutto automatico.

Tuttavia, come sempre accade, ci si rende conto di quanto è importante una cosa solo quando questa viene a mancare. Come accade per le funzioni del corpo, che diamo per scontate finché qualcosa non comincia a procurare dolore, così ci rendiamo conto dell’importanza di una bella notte di sonno solo nel momento in cui cominciamo a non dormire.

 

Conseguenze dell’insonnia

L’insonnia fa parte dei disturbi del sonno e descrive l’esperienza soggettiva della persona legata ad un sonno insufficiente o di scarsa qualità; alle difficoltà di addormentamento o ai risvegli precoci, indicatori caratterizzanti l’insonnia, si può aggiungere un deterioramento del funzionamento o eccessiva sonnolenza durante il giorno (Atkinson & Hilgard, 2009).

Facendo riferimento al momento della comparsa durante la notte, si distingue l’insonnia iniziale, quando si ha difficoltà di addormentamento, l’insonnia centrale, quando il sonno è frammentato, l’insonnia terminale, quando si ha un risveglio precoce mattutino (Mencacci et al., 2013).

 

I tipi di insonnia. Chi ne soffre

Nonostante ben poche persone si rivolgano agli specialisti per affrontare il problema, preferendo spesso metodi fai-da-te di dubbia efficacia, esiste un significativo numero di persone che soffre di insonnia: vari studi hanno evidenziato una prevalenza del disturbo pari a circa il 30% (variabile, tuttavia, in base ai diversi criteri diagnostici utilizzati). Tra questi, alcuni individui soffrono di insonnia cronica, altri invece si trovano ad affrontare questo disagio in modo acuto, ad esempio in occasione di un evento particolarmente stressante per la persona. Le categorie maggiormente a rischio d’insonnia sembrano essere i lavoratori turnisti, le persone anziane (anche a causa delle altre patologie organiche emergenti nella terza età) e, in generale, il sesso femminile.

È importante inoltre sottolineare che è stata rilevata una maggior prevalenza d’insonnia in pazienti con malattie psichiatriche, in particolare in coloro che risultano affetti da disturbi dell’umore (in particolare depressione) o dell’ansia (Guazzelli & Gentili, 2008).

 

I tipi di insonnia

Le insonnie possono essere suddivise in due ampie categorie:

  • insonnie primarie
  • insonnie secondarie

Mentre le insonnie secondarie sono conseguenti ad una malattia organica, ad un disturbo psichiatrico o all’uso di farmaci o sostanze, non è così facile identificare una causa a monte dell’insonnia primaria. Spesso un’insonnia cronica primaria insorge in seguito ad un periodo di insonnia acuta, causato da fattori stressanti: tali fattori sono molteplici e variabili da persona a persona, e spaziano in tutte le direzioni in cui si può dispiegare la sofferenza psicologica: bruschi cambiamenti nell’area affettiva, traslochi, problematiche lavorative, importanti esami imminenti. Tuttavia, una volta cessato il fattore di disturbo, la persona continua a temere di non riuscire a riposare correttamente, e di essere troppo stanca il mattino dopo per compiere le normali attività: questo pensiero aumenta la tensione psicofisica, e questo stato di preoccupazione non permette l’addormentamento, dando così il via ad un circolo vizioso.

 

Appunti sull’insonnia. Una lotta contro il tempo

In generale, si può dire che ci sono persone che non riescono ad abbandonarsi al sonno, perché troppo in ansia per problematiche personali: comincia allora la lotta contro l’orologio, che segna imperterrito i minuti, mentre i pensieri ansiogeni aumentano e “lasciarsi andare” e rilassarsi è impossibile. Ci sono anche individui che invece si addormentano subito, ma si svegliano dopo poche ore, senza che il sonno abbia avuto un effetto ristoratore, o hanno un sonno intermittente.

 

Appunti sull’insonnia. Quali ricadute

Entrambe le condizioni hanno una pesante ricaduta sul benessere psicofisico della persona: infatti, solo chi lo ha provato può immaginare il carico di angoscia che affligge colui che, notte dopo notte, si gira e rigira nel letto senza riuscire a prendere sonno; altrettanto malessere coglie la persona che si sveglia, dopo poche ore di sonno, nel cuore della notte e non riesce a riaddormentarsi. In queste condizioni sono frequenti pensieri legati alla rabbia contro se stessi per non “essere in grado” di addormentarsi (perché non riesco a fare una cosa così naturale come dormire?) in un generale senso di solitudine: di notte infatti, il mondo intero può sembrarci addormentato, e tutti gli altri lontanissimi.
Inoltre, soffrire d’insonnia può causare, tra le altre cose, un maggior rischio di sviluppare patologie mediche internistiche, riduzione del rendimento lavorativo e scolastico, oltre ad un’aumentata irritabilità.

 

Appunti sull’insonnia. A chi rivolgersi

Date tutte queste premesse, è molto importante che la persona che si rende conto di avere il sonno disturbato si rivolga ad uno specialista, per poter parlare della propria condizione e riflettere con lui su quanto sia necessario fare per risolvere il proprio problema. Infatti, se da una parte è vero che l’insonnia può essere indice di problematiche a livello emotivo che è fondamentale considerare, è altrettanto vero che non dormire contribuisce enormemente a una cattiva qualità di vita, contribuendo ad aumentare le difficoltà di natura psicologica. A volte è importante risolvere nell’immediato un problema che ci affligge, tenendo presente che saranno da indagare la cause che lo hanno portato alla luce.

 

Consigli per chi soffre d’insonnia

Infine, qualche banale consiglio per trascorrere una riposante nottata (Atkinson & Hilgard, 2009):

  • Avere abitudini di sonno regolari: svegliarsi e andare a dormire più o meno sempre alla stessa ora aiuta a regolarizzare il ritmo sonno-veglia.
  • Evitare pasti pesanti e sostanze stimolanti (ad esempio il caffè) prima di addormentarsi
  • Fare regolare attività fisica
  • Compiere attività che favoriscono uno stato di rilassamento prima di andare a dormire

 

Bibliografia

:: Atkinson, W.W, Hilgard, E.R. (2009) Introduzione alla psicologia. Piccin-Nuova Libraria Ed.

:: Bear, M. F., Connors, B. W., Paradiso, M. A. (2007) Neuroscienze. Esplorando il cervello. Elsevier Ed.

:: Guazzelli, M., Gentili, C. (2008). Alcune riflessioni in tema di insonnia e disturbi depressivi. Giorn Ital Psicopat;14:389-395

:: Mencacci, C., Ullo, A., Larcan, R., Orthmann, N., Merzagora, F., Aguglia, E. (2013) Genere e disturbi del sonno. Studio multicentrico e ricerca qualitativa nella popolazione italiana. Journal of Psychopathology; 19; 4.

 

Redazione Pagine Blu

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