Anoressia nervosa e immagine corporea

0

Anoressia nervosa e immagine corporea

Non di rado può capitare di trovarsi di fronte a ragazze che, nonostante siano sottopeso, lamentano la grossezza del corpo nella sua totalità o di alcune parti di esso, come le gambe, il sedere o la pancia.

Il problema dell’immagine corporea nelle persone affette da anoressia nervosa è strettamente associato all’esperienza soggettiva del proprio corpo, nel senso che esse hanno la consapevolezza di essere magre ma nonostante ciò continuano a “sentirsi” troppo grasse. Una volta terminata la terapia, il persistere di un’immagine corporea negativa aumenta la probabilità di ricadere nella patologia.

Nel caso dell’anoressia nervosa, Il problema del corpo “sentito” come “troppo grasso” viene affrontato adottando strategie volte alla perdita del peso corporeo, a partire dalla decisione di intraprendere una dieta.

I comportamenti di compenso adottati (come i lassativi, i diuretici e l’esercizio fisico intenso) si prefiggono il medesimo obiettivo: perdere peso con la speranza di “sentirsi” meglio con il proprio corpo.

Purtroppo simili strategie non rappresentano mai una soluzione efficace. Rischiano anzi di innescare un processo di intensificazione della percezione dismorfofobica del corpo accentuando sempre di più la fissazione sui temi del “corpo” e del “peso”.

La restrizione alimentare non rappresenta mai quindi una strategia efficace. Avviene anzi paradossalmente che le pazienti giudichino il corpo progressivamente in maniera ancora più negativa e che l’avversione per esso aumenti con il diminuire del peso.

 

Anoressia nervosa. Immagine corporea negativa e solitudine

Come detto in precedenza, molte pazienti sanno di non essere grasse bensì hanno la sensazione di esserlo.

Spesso si vergognano di comunicare a qualcuno questa sensazione mentre il loro peso continua, talvolta tragicamente, a diminuire. Allo stesso modo diventa difficile per loro parlare dei particolari comportamenti e rituali per controllare il peso, perché esse temono che nessuno possa comprendere i momenti di disagio che stanno vivendo.

Molti genitori si trovano di fronte ad una situazione che non sanno come gestire quando osservano i propri figli preoccuparsi così drasticamente del peso e delle forme corporee. Tutto ciò conduce le persone affette da anoressia nervosa al timore di esprimere i propri stati d’animo e ad un isolamento dal quale diventa sempre più difficile uscire con il passare del tempo.

Questa continua lotta con il proprio corpo porta tante ragazze a perdere il contatto con esso, o con parti di esso; a considerarlo come una parte staccata da se stesse, mentre diventa di vitale importanza riappropriarsi della capacità di ristabilire una comunicazione.

In un contesto psicoterapeutico molte sono le tecniche finalizzate a ristabilire un migliore livello di comunicazione tra il Se’ e il Corpo, a partire da semplici esercizi di rilassamento che mettano le pazienti nella condizione di ristabilire un “dialogo” con le parti di sé rifiutate.

E’ molto importante, ad esempio, riconoscere quali sono quelle caratteristiche del proprio corpo che si apprezzano maggiormente, che ci fanno star bene e alle quali prestiamo così poca attenzione come il colore degli occhi, la forma delle mani, ecc.

Tutto ciò potrebbe rappresentare un primo passo verso la possibilità di ristabilire un dialogo interrotto non solo con il nostro corpo ma anche con chi ci circonda, con le persone alle quali vogliamo bene, ed iniziare così ad esprimere, e a comunicare, la sofferenza di tanti momenti vissuti in solitudine.

Articolo di Maria Pia Santucci – Psicologa Psicoterapeuta

 

Condividi.

Informazioni sull'autore

Lascia una risposta