Innanzitutto Buongiorno, e complimenti per quello che fate.
io sono Massimiliano di (omissis), 26 anni impiegato.
credo di avere bisogno (a denti stretti) di una vostra consulenza.
Premetto che non sono mai stato da uno psicologo, e mai ci andrò perche' mi vergogno come un ladro.
Il quesito e' il seguente:
sono fidanzato da 6 anni e piu' con una ragazza che amo moltissimo, con la quale convivo, che ha avuto altre storie.
La cosa anormale a detta anche dei miei amici, e' l'eccessiva voglia di esibirla nei confronti degli altri.
Non che a lei dispiaccia, ma secondo alcuni miei intimi amici (quasi fratelli) faccio male ad assecondarla e soprattutto incoraggiarla a fare certe scelte tra cui l'abbigliamento, ma non solo.
Ripeto cosa che a lei non dispiace affatto.
Per fare un esempio: il voler mettersi in topless al mare, inizialmente, quasi per gioco, non l'ho contrastata, quindi non le ho impedito di farlo, per vedere se ne aveva il coraggio , con tono scherzoso, al mare con amici, così senza pensarci due volte ci si e' messa, a questo episodio mi e' scattata inizialmente rabbia, quasi fosse stato un tradimento, ma dopo pochi giorni 2 o 3, la sensazione lo stato d'animo di prima (rabbia e delusione) si e' di colpo tramutato in piacere, fierezza orgoglio tant'e' che in seguito in altre occasioni, dove lei per delicatezza non riteneva opportuno togliere il pezzo di sopra, (esempio presenza di bambini) ero io stesso a minimizzare, incitandola, convincendola che non c'era niente di male, ecc..
questo e' solo un esempio, potrei farne mille altri.
il mio problema dunque sta' nella voglia di mostrarla come fosse un trofeo, senza pudori, senza mai costringerla ripeto, però là dove ci vorrebbe un mio freno, trova la strada in discesa.
Come ad esempio l'ultimo capodanno, con amici già a casa, avevo visto cosa voleva indossare, essendo eccessivamente trasparente e sexy, avrei ad esempio dovuto dirle: "amore, ma non ti sembra inadeguato, per l'occasione, oppure non e' un po' troppo azzardato, o ancora amore non e' indicato quel vestito, metti quest'altro."
Invece no, sono stato zitto e dentro di me ero fiero di quello che faceva.
ho poi dovuto discutere col mio amico che in privato mi ha detto "ma come l'hai fatta vestire!!, lo sai mia moglie come la pensa, no? vuoi farmi litigare??"
Insomma, spero di essere riuscito a spiegare il problema, da cosa sono affetto??
perche' sono diventato così?? prima non lo ero affatto, anzi ero così pudico.
aiutatemi vi prego
grazie anticipatamente
Massimiliano
Caro Massimiliano,
la sua lettera termina con una domanda e inizia con la risposta, che lei stesso si da'.
Sentirsi un "ladro", come lei dice, può generare vergogna, ma può anche evidentemente generare un sottile piacere, se non un malcelato orgoglio (pensi a Robin Hood, o a Arsenio Lupin).
Con l'aiuto della sua "complice" lei fa man bassa di sguardi di ammirazione e di invidia da parte degli uomini e di emozioni tumultuose da parte delle mogli dei suoi amici. Combattuto tra il pudore e il piacere dell'esibizione e del "furto con destrezza", oscilla tra il senso di colpa e, come lei dice, "il piacere, la fierezza e l'orgoglio" che le derivano dall'essere riuscito a fare colpo, -o a "fare il colpo", come lei preferisce.
Non credo che lei si rivolgerà mai ad uno psicologo, non per motivi di vergogna ma perche' il gioco la diverte troppo per aver veramente voglia di abbandonarlo.
I miei migliori saluti
Dott. Adriano Legacci