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Salve, vorrei farle una domanda per quanto riguarda un mio grosso problema.
Ho 19 anni e ho un problema per quanto riguarda i rapporti sessuali, nel senso che non ho molto desiderio sessuale. Io potrei benissimo non farlo, e non ne sentirei la necessità di farlo. I rapporti sessuali che ho avuto si dividono in due gruppi: il primo è una sensazione bella, e mi piace molto, e il secondo è più brutto, perché mentre lo faccio spero che il mio ragazzo finisca in fretta. Il mio ex ragazzo non dava molta importanza al sesso, e poi lavorava ed era sempre stanco e finiva che non lo facevamo mai. Questa situazione per me non è mai stato un problema, anche perché, come detto prima, non ho molto desiderio. Il mio attuale ragazzo (stiamo insieme da 3 mesi) invece è un po' diverso. Lui dà molta importanza al sesso. Premetto che con il mio attuale ragazzo c'ero stata insieme per 2 mesi (prima di questa volta) e ci eravamo lasciati per colpa del mio poco desiderio, e altri problemi superficiali. Dopo un mese siamo ritornati insieme, e abbiamo cercato di "costruire" qualcosa di più profondo, accettando e cercando di risolvere i problemi che abbiamo l'un con l'altro. Ora lui accetta i mie problemi e cerca di aiutarmi, ma non sa nemmeno lui come. Certo cerca di mettermi a mio agio in tutte le situazioni, ma il mio problema persiste, e spesso quando lui ha desiderio, io lo "rifiuto" perché non voglio farlo.
Ciò provoca parecchi problemi per tutti e due, lui non si sente desiderato, e io non so cosa fare per lui, ma proprio di fare l'amore non mi va.
Sinceramente non so da che parte incominciare per risolverlo. Alla fine lui mi ha proposto di andare da un sessuologo, ma sinceramente mi vergogno e non riuscirei a parlare dei miei problemi, così si è trovata la via di mezzo, provare a chiedere consiglio via e-mai. La ringrazio della sua cortese attenzione e spero trovi il tempo per magari scrivermi due righe per
aiutarmi nel mio problema. Ancora grazie Marina

 

 



Cara Marina,
certamente talvolta una relazione -in presenza di forti affinità di
carattere, di una grande intesa intellettuale, di stima reciproca, di una medesima "diffidenza" verso la sessualità- può sostenersi e perfino durare anche rinunciando ad una vita sessuale intensa e vicendevolmente gratificante. Con maggiore frequenza però la rinuncia da parte di uno dei partner alla dimensione della sessualità conduce, prima o poi, ad un isterilimento della relazione e alla perdita delle sue potenzialità creative, evolutive, progressive.
Lei dice che i suoi rapporti sessuali "si dividono in due gruppi: il primo è una sensazione bella, e mi piace molto, e il secondo è più brutto, perché mentre lo faccio spero che il mio ragazzo finisca in fretta".
L'aver sperimentato, per sua fortuna, anche sensazioni del "primo gruppo" potrebbe essere il primo passo verso una sensazione di... "nostalgia". Verso il desiderio di tornare a recuperare tutto cio' che di piacevole e positivo le ha offerto fin qui la sua vita erotica. Non semplicemente per il suo ragazzo, ma per fare un dono straordinario a se stessa. E, in maniera diretta e naturale, alla sua relazione. L'idea di rivolgersi ad uno specialista non dovrebbe essere affatto motivo di vergogna.
Se lei avesse perduto lo scrigno contenente i suoi sogni, i suoi giocattoli d'infanzia, tutti i colori dell'arcobaleno, il suo diario di adolescente e l'intero contenuto del deposito di zio Paperone, e sapesse che esiste da qualche parte un signore in grado di aiutarla a ritrovare tutto questo, davvero si vergognerebbe a cercarlo? E, se ancora si dovesse vergognare, non
pensa che ancora varrebbe la pena scambiare un po' di imbarazzo in cambio del suo ben di dio?
Cordialmente

Dott. Adriano Legacci

 

 


 

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