Il "mio" capodanno

Problemi di coppia e di relazione, tradimenti, separazioni, abbandoni spesso turbano la serenità e l’equilibrio emotivo di uomini e donne, generando sofferenza e rendendo il futuro un orizzonte incerto. Questo forum è dedicato a chiunque voglia condividere e confrontare esperienze, dubbi e riflessioni riguardanti le relazioni interpersonali e quelle amorose. Per capirne di più, ma anche per sentirsi ...meno soli

Moderatore: Dr.ssa Antonietta Albano

Il "mio" capodanno

Messaggioda Joshua » 6 gennaio 2012, 12:00

Qualcuno potrebbe dire che non ho postato nella sezione giusta, invece la mia intenzione è proprio quella di testimoniare, con la mia storia, ciò che può fare il coraggio di aprire un dialogo VERO con il proprio partner. Entrambi.

Pomeriggio del 31 dicembre: nostra figlia, diciottenne, è in montagna, si diverte con gli amici. Noi decidiamo di restare in città e uscire a mangiare fuori, un ristorante semplice, senza farci fregare dai cenoni organizzati, con tristissime portate quali prosciutto e melone o cotechino con lenticchie, vendute a una fortuna come fossero piatti esotici.
Abbiamo ancora almeno tre ore prima di uscire e io, tentennando un po’, mi dirigo verso il “mio” vestiario. Ripenso a stamattina, quando, dopo essermi fatto la barba, alzo la gamba mettendo il piede sulla vasca e dirigo il rasoio (e vabbé, non è un epilady, ma in fondo io lo voglio, che mi ricrescano i peli…) sulla pelle della gamba, iniziando dal piede risalendo fino alla coscia e compiendo quei gesti che di solito si vedono fare alle donne: passa il rasoio e subito dietro la mano, che accarezza la pelle della gamba per sentirne le irregolarità. Ok, d’accordo, noi lo facciamo sul viso per la barba, ma volete mettere l’emozione nel compiere un gesto tanto femminile?
“Io mi cambio”, dico a mia moglie, che ormai capisce ciò che intendo, quando parlo in quel modo. “Anzi”, accenno timoroso, “devo confessarti una cosa…”. Tergiverso, passeggio dalla sala alla camera, passo per la cucina, poi in sala, di nuovo. “Dimmi”. Incuriosita, mi segue.
Tiro fuori un sacchetto avvolto su se stesso dicendo “ho fatto un acquisto, la settimana scorsa”. Ai due lati del letto, ci guardiamo e lei sorride “dai, fammi vedere”. Svolgo il pacchetto con finta calma. “Delle scarpe!” dice lei mentre ancora devo finire di aprirlo. “Già” ammetto, sorridendo a mia volta. Finalmente afferro una delle scarpe, decolleté nere con un tacco relativamente basso, 6/7 cm, ma elegante, sottile, e la metto in mostra. “Belle!!” il suo viso si illumina e anche il mio cuore. Continua a sorridermi e sento che la mia anima si allarga verso la sua, indosso i collant, quelli chiari, la gonna a tubino nera e poi infilo le scarpe. Belle, già.
Ora zampetto per la casa sui tacchi a spillo, mia moglie fa finta di prendersela, sempre sorridendo, dicendo che “però non è giusto che tu sia così in tiro ed io vestita da casa! Anche io metto i tacchi, allora!”. Anche lei quindi estrae dal cassetto un paio di calze belle, velate, e le indossa, poi va nel ripostiglio e prende un paio di decolté con tacco, alte come le mie. “Ecco fatto! Ora siamo tutt’e due eleganti, con tacchi e gonna!” Sorride, questa è mia moglie e quando siamo così in sintonia, cioè quasi sempre, io l’adoro.
Giro un po’ tra gli specchi di casa, dalla nostra camera a quella di nostra figlia (ha uno specchio grande, come tutte le donne, lo ha preteso), “Wow!”, mi scappa guardando la mia immagine “al femminile”. Mia moglie ride, io rido e stiamo bene. Mi godo un po’ queste scarpe, che avevo tanto desiderato; la signora del negozio in cui le ho comprate mi disse che avevo delle bellissime gambe: anche mia moglie ammette che per essere un uomo ho belle gambe. E comunque fino ad ora in casa avevo messo soltanto gli stivaletti bassi. Facciamo delle cose, mettiamo in ordine. Poi andiamo in cucina e ci sediamo sul divanetto.
“Sai, c’è una cosa” le dico dopo qualche minuto “che a noi maschietti che amiamo indossare collant e gonne ci incuriosisce e ci affascina”. Mi guarda con aria interrogativa “e che per motivi diversi, ma principalmente perché molti di noi sono soli a godere di questo, rimane spesso tra le curiosità insoddisfatte. “Dimmi” fa lei sempre più incuriosita. Io cerco il contatto della mia gamba con la sua. Sento il calore della sua pelle, le rispettive calze che accarezzano la gamba dell’altra. “Vedi, noi maschietti ci chiediamo che sensazione si ha sentire con le proprie gambe, indossando i collant, la pelle di una vera donna, a sua volta con indosso i suoi collant, lo struscio gamba contro gamba: è una sensazione particolare, che noi non abbiamo nessuna possibilità di provare se non indossando le vostre calze e possibilmente senza avere peli”. Lei prova a ribattere “ma veramente non ci vedo tutta questa cosa strana. Io non lo sento come una particolarità”. “E’ che tu sei abituata a portare i collant. Tutti i giorni indossi le calze, per te è normale. Per noi è come tornare bambini e scoprire una sensazione nuova”. Ma ormai la conversazione si fa sempre più difficile, incrociamo le gambe tra loro e il calore della pelle di entrambi mi avvolge, comincio a sentire una grande energia. Mentre ci baciamo, le mani si infilano sotto le rispettive gonne e… Basta, non entro nei particolari, dico soltanto che finalmente, dopo cinquant’anni, ho il mio primo fantastico agognato e indimenticabile rapporto sessuale completo vestito da donna. Un po’ complicato perché entrambi indossavamo collant e quindi abbiamo dovuto scavalcare delle barriere, ma è stato meraviglioso.
Sul divano, buttati lì ma soddisfatti e sereni entrambi, ci guardiamo senza parlare ma con tante cose nel cuore. Entrambi. Poi mettiamo un film e ci rilassiamo sul divano, guardandolo. Io ogni tanto raccolgo le ginocchia sul divano, altro tipico gesto femminile, indotto dalla gonna, e lei mi appoggia la sua mano sul ginocchio. Sento il calore della sua mano, in ogni senso: mi scalda dentro, oltre che legittimare i collant che indosso.
Restiamo a guardare il film per un po’, in una normalità gradevole e per me ancora sorprendente, ma poi arriva l’ora di uscire. Sfilo le scarpe, la gonna e i collant e torno ad indossare la mia uniforme di uomo. E’ giusto così.

La mia vita è cambiata (vedere i miei post in altre sezioni del forum), è questo il messaggio che voglio dare a tutti. E’ cambiata da quando, ai primi di ottobre, ho raccolto tutte le mie forze ed ho fatto “outing” con mia moglie. Imbarazzo, certo, ma per quanto confusa e sconcertata, mi ha permesso di godere di questi (in fondo) piccoli piaceri. Piccoli, ma che mi danno una pace interiore che io non avevo mai provato, sempre occupato a nascondermi.
Ma ora usciamo, il ristorante cinese e i festeggiamenti del capodanno ci attendono.
La vita è bella e mia moglie è meravigliosa…
50 anni e credo che ancora non bastino per definirmi adulto...
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Joshua
 
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