La cosa che mi preme mettere in chiaro subito è che non hai capito niente di tutto quello che ho detto!
Che sia stata io a spiegarmi male o che sia stato tu a capire male ha importanza secondaria, la cosa più importante è che parliamo ma non ci capiamo!
Insomma c'è un problema di comunicazione e di comprensione tra noi due.
Marcus85 ha scritto:Io non sono andato con l'intento di provare questa cosa...una cosa nasce spontanea...io non ho emozioni a comando
Ho per caso detto che tu hai emozioni a comando?
Lo so che non sei andato con l'intento di provare questa cosa ma io non ho detto questo.
Ho detto soltanto che si va dallo psicologo per aprirsi non perchè lui si apra con noi.
La mia mi rispondeva sempre che eravamo lì per guardare le mie cose e non le sue, che quella era la mia analisi e non la sua, non ho mai saputo niente che riguardasse la sua sfera privata e a posteriori ti posso dire che è quel che va fatto.
Non si va in psicoterapia cercando il rapporto che si cercherebbe con un amico o con un fidanzato.
C'è senz'altro dell'affetto e dell'interessamento ma lo psicoterapeuta lo tiene molto sotto controllo proprio per non confondere e danneggiare il paziente.
Insomma io mi riferivo a quanto da te scritto sotto:
Marcus85 ha scritto:...supponiamo una persona sia in completa solitudine va da uno psicologo...questa persona si apre...dona se stesso...non riceve nulla in cambio..e io non intendo che lo psicologo debba aprirsi del tutto...ma quando non riceve nulla in cambio...per me è solo dannoso...
Tu hai delle aspettative falsate riguardo alla psicoterapia.
Lo psicoterapeuta ci da qualcosa in cambio ma non è quello di cui stai parlando tu.
Se sei andato da uno psicoterapeuta in cerca di questo hai sbagliato posto e fai bene ad interrompere.
Marcus85 ha scritto:Tendenzialmente io non faccio che analizzarmi
Anche io mi sono sempre analizzata e ad un certo punto della mia vita andare da uno psicologo mi è sembrato la cosa più naturale viste le mie domande, vista la mia natura.
Per esperienza posso dirti che quello che riusciamo ad analizzare da soli non è niente paragonato a quello che riusciamo a capire con l'aiuto di un valido professionista.
Su certi fronti io ero giunta da sola a delle conclusioni errate anche perchè non vedendo per niente alcune delle cose che lei mi ha fatto vedere il panorama generale è un pò cambiato.
Marcus85 ha scritto:E' sbagliata??? allora dato che come dici tu la psicologa rimarrà una sconosciuta a vita...io non le dirò tutto...secondo te mi metto a dire le cose più intime a una persona che se le chiedi come è andato il natale ti guarda come per dire "ma che te ne frega"?
Il punto non è questo!
Il punto è che non ti riguarda come è andato il suo Natale.
Saperlo ti danneggerebbe e incrementerebbe la corruzione tra piano reale e piano dell'analisi che tu in quanto paziente hai già di tuo.
La distanza che lo psicoterapeuta mette tra sè e il paziente è funzionale all'analisi (e si sta lì per fare quella non altro).
Il paziente soffre per questo ma non si trova lì per entrare nella vita privata dello psicoterapeuta o allacciare una comune relazione con lui.
È lì per fare un lavoro su se stesso che potrà fare solo se certi aspetti sono debitamente isolati.
La vita privata dello psicoterapeuta è un intralcio nell'ambito di un lavoro che prevede che guardiamo il più possibile dentro noi stessi.
A me veniva naturale dire le cose più intime, imbarazzanti, dire tutto ad una persona che non solo non avrebbe mai potuto fare altrettanto con me ma soprattutto non avrei mai conosciuto al di fuori delle sedute.
Trovo che questo renda tutto più agevole, più semplice, si stava lì per me non per lei, io mi sentivo molto curata e piena di attenzioni e di riguardi da parte sua.
Quello era un mio spazio!
Tra l'altro avrei provato un enorme imbarazzo se lei avesse raccontato a me tutto quello che io raccontavo a lei, sarebbe stato inutile, non saremmo andate da nessuna parte.
Per raccogliere certe "confidenze" bisogna essere addestrati, lei lo è ed io no.
Io lo vivevo come un privilegio quello di poter essere ascoltata e capita.
Il non poter far parte della sua vita privata mi ha dato fastidio più all'inizio che proseguendo.
La psicoterapia è questione di ruoli: paziente e psicoterapeuta non hanno lo stesso ruolo.
Marcus85 ha scritto:Tu come dici fa parte del gioco...io sono sul palcoscenico e lei è la spettatrice???
Non ho detto questo e sinceramente non ho mai visto il mio rapporto con la psicoterapeuta in questi termini.
Ho sempre utilizzato altre metafore ma il punto è che io ne parlavo con lei non con una sconosciuta su un forum!
Se per caso durante le sedute ti senti come uno che sta su un palcoscenico e lei è la spettatrice va benissimo perchè è ciò che provi (e non c'è niente di sbagliato in quello che provi) però è a lei che lo devi dire.
Siamo tutti diversi quindi è chiaro che quello che proietti tu su un rapporto è diverso da quello che proietto io.
Marcus85 ha scritto:Non c'erano limiti???...questa tua risposta è di una ambigiutà assurda
Non ho capito che cosa non ti è chiaro nelle mie parole.
Non ho capito dov'è che mi sono contraddetta, se me lo spieghi meglio provo a spiegarmi meglio anche io.
Ci sono un gran numero di regole in psicoterapia ma questo non ci impedisce di dire tutto ciò che vogliamo nei limiti della decenza, del rispetto reciproco e della buona educazione. Insomma qualunque contenuto può essere espresso nel corso di una psicoterapia con i dovuti modi e nell'ambito delle opportune regole.
Marcus85 ha scritto:Io da me ho intuito che ormai è corrotto e mischiato...ecco perchè volevo lasciare....

Mi sembra onesto come ragionamento...l'analisi è corrotta dalla mia parte...ma che sono una cavia???
In psicoterapia ci si va per stare meglio non per fare da cavie!
Ho mai detto che sei una cavia?
È una tua idea, io non ho mai detto niente del genere.
Tra l'altro se il professionista ha una certa esperienza non sarai certo tu a dovergli fare da cavia!
"Ormai è corrotto e mischiato" mi sembra un 'affermazione un pò prematura nel senso che nel corso di una psicoterapia ci sono diverse fasi.
Io all'inizio sono stata più male di quando non ci andavo: ho avuto un pò la sensazione che qualcuno mi stesse "distruggendo" per poi potermi ricostruire, le poche certezze che avevo sono andate tutte in frantumi e ho avuto un periodo in cui ero molto confusa, su tutto, più confusa di quando ho cominciato.
Se decidi di guadare un fiume potrai sentirti al sicuro soltanto quando avrai raggiunto l'altra sponda; mentre ti trovi nell'acqua non ti senti molto stabile. Sta a te decidere se guadarlo o meno, puoi anche rimanertene sulla prima sponda.
In questo momento sarà pure "corrotto e mischiato" ma sta a te lavorarci sopra e fare in modo che non lo sia.
Io ci ho messo anni, non basta uno schiocco di dita, ci vuole fatica!
Marcus85 ha scritto:Se ho capito bene cosa è l'analisi...le dirò quello che penso...penso che litigheremo pesantemente...
Non lo so se hai capito bene cosa è l'analisi, di solito non si ha la più pallida idea di cosa sia una cosa prima di farla o i primi tempi in cui la si fa.
Fai senz'altro bene a dirle quello che pensi, cosa risponderà lei non posso saperlo.
Male o bene che vada in psicoterapia bisogna essere se stessi.
In bocca al lupo per tutto!

"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".