Problemi relazionali... quale la giusta risposta?

Spesso ci troviamo di fronte a situazioni più grandi di noi, con stati d'animo particolari che non riconosciamo. A volte "sentiamo" che qualcosa non va, che dovremmo scegliere qualcosa, qualcosa di diverso, prendere una strada mai percorsa prima e che non conosciamo, non sappiamo neanche se esiste. Altre volte invece sentiamo un malessere preciso che ci crea grande disagio; che fare, come orientarsi, come spiegare cosa ci succede e a chi?
Questo spazio ti dà l'opportunità di condividere con noi le tue domande e soprattutto ricevere quelle risposte che possano esserti utili a prendere poi le decisioni più adeguate per te ad esempio scegliere o meno di fare un percorso psicoterapeutico e come orientarti in tal senso.


Moderatore: Dr.ssa Daniela Benedetto

Re: Problemi relazionali... quale la giusta risposta?

Messaggioda Dr.ssa Daniela Benedetto » 10 novembre 2011, 12:49

carlojil ha scritto:
Non scappo perchè mi reputo brutto esteticamente (come mi ritenevo anni fa), ma perchè ho la sensazione di risultare
inopportuno, invadente e soprattutto noioso e poco interessante caratterialmente. Un'altra cosa che mi blocca nel tentativo di approccio è il giudizio di eventuali "spettatori", di come altri maschi o altre ragazze possano valutare il mio tentativo di "abbordaggio", insomma.

Mi rendo conto che sono paure totalmente irrazionali, anzi a scriverle mi viene quasi da ridere perchè sembro veramente un paranoico ma lì per lì, sul momento, la mia razionalità se ne và a puttane e saltano fuori sempre gli stessi fantasmi.


Anch'io vivo le medesime situazioni... ho anche aperto un post ad hoc....
Poi quando ho la fortuna di trovare delle persone "aperte", o che a pelle sembrano fatte su misura per me tutto diventa più facile, anche se sono cose rare...
Io credo anche di essere rimasto per cerci versi aolescente e non avre fatto le giuste tappe nel corso degli anni...

Sono dell'idea che basterebbe aprirsi anche sono conquale amico, e parlarne apertamente (cosa che faccio)... fissarsi degli obiettivi, piccoli e raggiungibili, fare "piccoli passi" e piano piano i risultati arrivano anche senza nua vera e propria terapia... però a volte l'istinto mi porta a telefonare allo psicoterapeuta.. solo che quando serei li credo che non saprei da dove partire o magari mi troverei come se non avessi problemi .... boh.. forse è solo "l'abitudine a certi comportamenti" che mi condizionano....
in più o ho anche una sorta di tristezza che mi assale ma che in parte coltivo...
Forse dovrei solo "prepararmi" cos' come si fa prima di una interrogazione a scuola... boh....


Buongiorno io rifletterei sul problema della "fiducia", ".............Poi quando ho la fortuna di trovare delle persone "aperte", o che a pelle sembrano fatte su misura per me tutto diventa più facile, anche se sono cose rare..."
e sulla relazione con i suoi genitori, le sue figure di riferimento di base. La fiducia in se stessa e la lettura dei messaggi familiari nel riconoscere le sue capacità e il suo modo di essere incondizionatamente, cioè indipendentemente da come appare, sono indispensabili.
un caro saluto
Dott.ssa Daniela Benedetto
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