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Davide Lopez- Loretta Zorzi
Narcisismo e amore
La teoria
della complessità, dell'et-et e della distinzione
“Responsabilità vuol
dire assumersi attivamente il coraggio di determinarsi”: questo è il
tema di fondo che percorre l’intero libro e che, seguendo il percorso
dello sviluppo dall’infante all’adulto, intreccia identità personale e
identità di genere nella tensione verso l’ideale della Persona, intesa
dagli autori come modello di sanità e amore maturo, cioè della capacità
di declinare amore di sé e amore per l’altro. Da questo vertice, non si
può dunque parlare d’amore se non si parla anche di narcisismo e
soprattutto se non si chiarisce a fondo la differenza tra un sano amore
di sé, consapevole del valore e del “sacro” in ognuno di noi, e il
narcisismo luciferino, immaturo e vampirizzante. La magistrale
disamina di quest’ultimo, articolata dagli autori, conduce a rilevarne
la presenza anche nel rapporto d’amore, ad esempio quando
l’unidirezionale dedizione eccessiva verso il partner nasconde la
proiezione su di lui del proprio narcisismo vampirizzante e il
mantenimento per sé del ruolo di oblativo datore d’amore, oppure quando
il valore riconosciuto al partner segue le capricciose evoluzioni del
valore dato a se stessi, come fosse uno specchio (lo specchio di
Narciso!) e ancora, quando è possibile amare soltanto chi fugge, come se
l’essere ricambiati implicasse, sull’onda della svalutazione di sé, la
perdita di valore del partner stesso. Il libro ci conduce poi a
riflettere su quanto narcisismo luciferino si sia annidato anche nel
rapporto tra genitori e figlio, qualora a quest’ultimo spetti il compito
di rappresentare il narcisismo proiettato dai genitori, al quale essi si
asserviscono, senza riuscire pertanto ad aiutare il figlio ad affrontare
le inevitabili frustrazioni della vita né, tantomeno, a percepirsi come
soggetto individuato e distinto. Discutendo di Freud, Nietzsche,
Heidegger, Marx, il libro scorre così nei nostri tempi e, nel saggio di
Zorzi sui “disequilibri amorosi”, sviluppa una acuta riflessione sulle
attuali tendenze regressive a mantenersi “al di qua” dello slancio
vitale dell’impegno reciproco, a mantenersi nella indeterminazione e
nella inconsistenza relazionale in funzione di un ideale (narcisistico)
di eterna, intonsa, perfezione. Molto si è parlato della crisi del
rapporto d’amore maturo, della crisi della funzione genitoriale, della
difficoltà a tollerare la tensione interpersonale e intergenerazionale,
ma è raro che a tale disamina si affianchi, come accade invece in questo
libro, l’indicazione esplicita e coraggiosa della via di elaborazione e
di superamento, via che gli autori identificano nel modello della
complessità, nel paradigma dell’et et, laddove l’Io Ideale,
portatore delle istanze positive ed emancipative sane del Super Io,
afferma e guida l’integrazione tra principio di realtà e principio di
piacere, tra amore e narcisismo, tra sé e l’altro, tra spinte regressive
e spinte emancipative, fino a riscattare la “forza perdurante
dell’amore” che consiste “nella dedizione al compito-piacere di
perfezionare se stessi e la qualità del rapporto reciproco”
(Gabriella Mariotti)
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